martedì 7 maggio 2013

La notte nel contado

Che pioggia. Ma proprio "aò che pioggia".
Già.
Oggi mi scopro molto più sensibile alle variazioni atmosferiche.
Più piove, più pensi al drenante che hai mescolato al terreno argilloso. Basterà? Si gonfierà?
E meno dormi.
Sogni gli occhioni ansiosi delle lattughe e dei pomodori, le foglie ancora fragili dei peperoni, i cetrioli ancora freschi di trapianto. Sai che non sanno ancora nuotare, e tutta quell'acqua che cade giù, tutta quell'acqua.
Ti svegli in mezzo alla notte con l'incubo di sempre: un vortice d'acqua che divora tutte le piantine dell'orto, urlano disperate tra le sinapsi rincoglionite.
E alla fine? Più nulla, solo le tracce di un gorgo di fango che cancellano le tue, lasciate in settimane di inutile fatica.
Meno male. In credenza c'è ancora della camomilla fresca.

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