martedì 1 aprile 2014

Partita la nuova stagione

Ho appena trasferito nell'orto una sessantina di piantine. Già. Sì. Fatto.

Preparazione del terreno, zappatura e miscelamento del terriccioPiù - quello "speciale" che Paolavivaia mi vende in pesantissimi sacchi da boxe - mi hanno richiesto un paio di giorni tra tutto.

La metà circa delle piante sono varie specie di cipolla (bianca, gialla, rossa di queste parti), il resto è un mix di lattuga e sedano. Ci sono anche sei piante di zucchine. L'anno scorso con sole tre zucchinofere non sapevo più a chi dare i resti, quest'anno punto ad organizzare uno spaccio parafamiliare in cui in estate farò confluire anche i pomodori. Ho deciso, invece, di non includere peperoni e cetrioli, vista la delusione dell'anno scorso.

L'orto, insomma, riparte. Con lui tornano le mattine e i pomeriggi all'aperto, la voglia di sole, la possibilità di passare un'ora o due senza vestiti sull'erba, il sudore sano da contadino, quello che fa tanto bioregionalismo anche se ne comprendi solo a metà la filosofia. Chiaro che poi sorridi e fischi pasolinianamente alle cince, ai passeri, alle gazze.

Appena le piante attecchiscono schiafferò qui una foto per i due (2) lettori di questo miniblog. Ora come ora non è il caso, le piantine non sono molto fotogeniche, sono in piena crisi da giroterra. Come vi sentireste voi se dalla quiete di una serra a temperatura stabile finiste improvvisamente in mezzo ad un campo perdipiù senza il terriccio a cui siete abituati? Ma ci parlo tutte le mattine, sono sicuro che in qualche giorno inizieranno a ringraziarmi per averle estratte dalle piccole incubatrici polimeriche e per la giusta esposizione, l'inclinazione e il nutrimento che ho trovato loro.

Non credo sappiano, d'altra parte, che appena cresceranno inizierò a mangiarle.

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