mercoledì 4 febbraio 2015

La grande avventura del bambino ciccione


C'era una volta un bambino ciccione che guardando i prati e gli alberi non riusciva a trattenersi e cominciava a correre sconsideratamente sull'erba, saltando e urlando di gioia. Oggi, quarant'anni più tardi, dopo alcuni esperimenti e varie riflessioni, ho finalmente compiuto il grande passo, quello di impossessarmi (legalmente, malfidati) di un angolo di pianeta. Di piantare cioè la mia bandierina su un paio di ettari nella Tuscia viterbese, non perché possa pensare in alcun modo che siano miei, ma perché è vivificante, energizzante, stupefacente per me - un essere fin troppo urbanizzato - diventare il custode, il garante, il curatore di un pezzettino di terra.

E' un'area che mi è piaciuta moltissimo fin da quando l'ho vista. Non tanto per il panorama, che non è male, quanto perché si estende sul lato di una collina, con porzioni di terreno più scoscesi ed altri meno. Ed è pieno di alberi, decine di olivi ma anche fichi, mandorli, meli e peri, con in più un cerreto tanto piccolo quanto dissennatamente assalito dai disboscatori negli anni scorsi. Il lavoro l'ho iniziato nei mesi scorsi, grazie anche al mio confinante, confidente, amico e maestro Mario (nella foto col suo fedelissimo trattorino, che ha solo qualche anno più di me), sistemando gli olivi, aprendo la strada che dalla parte alta del terreno va fino a giù e che era completamente inutilizzabile, avviando l'orto invernale, raccogliendo decenni di ramaglie abbandonate e cercando di dare un senso al disordine che imperava.

Da qualche settimana, nonostante gli stop natalizi e un piccolo incidente al ginocchio, è cominciata la grande battaglia dei rovi, per riuscire a debellarli in una zona molto importante del terreno dove conto di realizzare una sorta di terrazzato naturale e, a lato, un orto di erba medica, se la sorellina interessata al progetto dovesse decidere di procedere davvero. Gli strumenti di guerra comprendono il decespugliatore, la zappa e una enorme quantità di pazienza e buonumore.

I prossimi passi sono quindi la conclusione del lavoro sui rovi, il recupero di un paio di olivi che sono appunto "divorati" dai rovi e poi forse già saremo al momento clou del lavoro sugli ulivi da fare prima dell'arrivo della primavera. Se volete venire a vedere, a dare una mano, vestitevi con abiti e scarpe grosse e fatevi sentire, si organizzano giornate di volontariato!!

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