martedì 15 marzo 2016

Dodici piccole speranze

"tra gli uliveti è nata già la luna
un bimbo piange e allatta a un seno magro
addio, addio amore
io vado via
amara terra mia, amara e bella"


Faceva caldo oggi al sole, ad andar su e giù con la zappa, qualche decina di bamboo come tutori, dodici pianticelle d'olivo, con l'acqua in tanica, le cesoie, le forbici, il nastroferro, la rafia, i bastoni di fermo, la vanghetta e la carriola piena di stabbio. Era un giorno speciale, perché si son messi a dimora dodici nuovi olivi, dodici bellissimi giovanissimi pendolini. Hanno l'età che hanno le radici con cui questo pezzo di terra mi tiene a sé ogni giorno di più. Un giorno avranno molti più anni di quanti ne passerò io. E questa è forse una delle emozioni più forti, oggi. Decidere dove posizionarli, sceglierli uno ad uno, invitarli a stare qui con me e, allo stesso tempo, consegnare i loro anni che saranno domani a coloro che qui un domnani saranno.

E' che, fino ad ora, qui eran solo olivi secolari. Gente nata prima di me, prima dei miei genitori, gente che ha visto umani di ogni genere passare di qua e poi andarsene. Nulla come gestire gli olivi mi ha regalato chiarezza sul mio ruolo. Che non è quello di proprietario di un pezzo di terra, ma quello di curatore. Son qui per me ma son qui anche per loro, che saranno qui anche dopo di me. Nell'impermanere del tutto la fatica mi lega a questi viaggiatori del tempo per un tempo infinito che è oggi. Loro e tutto ciò che li circonda.

Scavare la buca piccola nella buca grande fatta dallo scavatore, posizionare l'olivetto uscito dal vaso, infilare i bamboo di supporto, legarli col nastroferro e poi aggiungervi il ramo di sostegno, e chiudere il tutto con la rafia per non danneggiare la corteccia, zappare un'altra buca subito accanto da riempire di stabbio, annaffiare abbondantemente il tutto e poi passare alla buca successiva. E' successo questo oggi e voglio festeggiare. Da oggi l'uliveto ha dodici piccoli olivi pendolini con cui possiamo insieme e più allegramente pensare al futuro.

Sì signora, una spuma chiara, bella fresca
che oggi almeno oggi
è tornata la speranza qui in campagna
tra gli uliveti.


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