lunedì 23 maggio 2016

Un mostro di massiva enormezza e potentità

Prologo
Il bosco di Fangor venne aggredito da una masnada di orchi tagliaboschi mentr'io, inconsapevole imbelle, ancora discettavo di campagna dal mio lacustro covo bolsenese: l'incertezza mia e il temporeggiare lasciarono mano libera alle motoseghe e al furore di quell'orda. Fu'io dunque causa di tanta devastazione che, non fosse che lor m'amano quanto l'amo, l'alberi rimasti in vita avrebbero ragione ad odiarmi, or che dal lago trasferommi in collina.

Croniche locali narrano che da due anni la grassa figura di uno stregone rosa si aggiri lenta tra i sopravvissuti ornelli, cerri, olivi, biancospini, mandoli e pruni, che li incoraggi e li sproni, tanto che molti già sarea nuovi a sparigliar verdefoglia tra arbusti e rovi, tra ginestre, edere, allori, rose, canne e rosmarini. Già pregusta, lo stregone, l'inverno venturo, quando col gelo orsi serpi e certi amici andranno in letargo, quando cioè un bobcat o un trattore, comunque un mostro di massiva enormezza e potentità, verrà a rifare contorni e collotte alla strada nel bosco e, da lì, a tracciare i primi percorsi tra le piante, che poss'essere così gusto di tutti girarvi attorno e goderne.

Cronica
In tutto questo e con questo in testa, nel cuore e tra la barba, ecco che nell'ultimi giorni, inzuppato dalla pioggia eppoi imbollentato dal sole, lo stregone rosa ha lavorato di fino in quel lato di bosco finora rimasto intoccato, un lato nascosto dalla prima curva della stradina che sarà, un angolo che s'incunea tra il terreno della Farm e quello d'Armando. Ed ecco che là, e chiamo a testimonio le fotografie qui sotto, complete di attrezzi, piante e aiutanti di cantiere, con gran lavoro e sussurrando dolcezze alle foglie d'attorno, ecco dicevo che s'è piantato un pino generosamente donato da Mastro Mario. Un giorno sotto le sue fronde una panchina sarà sua compagna nel dolce abbraccio di Fangor.

Nessun commento:

Posta un commento