sabato 4 febbraio 2017

Tutto in una foglia

Quand'ero piccolo io si parlava molto della difesa dell'ambiente, un conservazionismo che ha creato tanta nuova cultura almeno quanto si è rivelato fallimentare dinanzi alle pressioni del denaro e della sacra riproduzione umana. Ecco, io oggi so che non di ambiente dovremmo parlare quanto di quel-che-resta-dell'ambiente, so che il collasso planetario sta accelerando oltre le previsioni di solo qualche anno fa; dal calo di produzione degli alberi a nocciolo alla riduzione della calotta polare vedo e sento che abbiamo superato il famoso punto di rottura. Eppure. Eppure poi mi perdo tra le mie querce, ne guardo la maestà e l'imponenza, il coraggio nel lanciarsi a raggiungere la luce, la complessità di una bellezza ineffabile nella forma delle foglie. In ogni quercia del mio campo e di quelle che sfioro camminando in giro nella Tuscia, in ogni ornello, sughera o platano, nei limoni e nei peschi, negli eucalipti e nei pini, in ciascuno di loro c'è un intero mondo, cioè il mondo intero, c'è tutta la bellezza di una vita che era prima di noi e che sarà anche dopo di noi, che troverà la via dove noi l'abbiamo perduta. Ed è con grande emozione che mi accorgo di sentirmi accolto e osservato a mia volta, di poter donare le mie energie e di avere in cambio quelle di questi grandi signori del mio bosco.

Un giorno il mio corpo non sarà più, ma tutto quello che sono c'è e ci sarà sempre, adagiato serenamente tra le venature di una foglia imbrunita dal gelo dell'inverno.




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