martedì 27 giugno 2017

L'alba qui

I solchi di sabbia che il trattore aveva lasciato sullo stradello nella notte si son riempiti di zoccoli, e sulle orme di cinghiale all'alba imprimo un tallone con cinque dita. Poco dopo una cornacchia ci atterra su strisciando ali e zampe: tradita da un bussolotto di caccia scambiato per cibo riparte ringhiando furiosa.

E subito, su quelle tracce, un'orda di mirmidoni inizia il lavoro quotidiano, incurante di un enorme aracnide che guizza accanto al mio minolo, travolge sgangheratamente quella fila nera e s'imbuca poi nell'erba arancione che conduce ad un traliccio di metallo biancorosso che sfrigola alta tensione.

In questo mondo di cicoria bruciata mista a polvere, di cave di tufo e noccioli abbandonati, muovo un passo, e poi un altro, vibrazioni che non passano inosservate: l'avena secca a destra e a sinistra prende vita, è tutto un trasecolare di lucertole, di sopravvisssuti che non cedono, non cediamo, alla siccità.

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